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Primo Piano

La farmacia ai farmacisti: l'Europa è vicina all'Italia

16.12.2008 - Le norme italiane che consentono solo a farmacisti di essere titolari di farmacia sono finalizzate a garantire l'interesse generale alla tutela della salute pubblica e, pertanto, sono pienamente legittime e non contrastano con il diritto comunitario. Lo ha affermato l'avvocato generale della Corte di Giustizia Europea, Yves Bot, nelle proprie conclusioni presentate oggi in contrapposizione alla Commissione Europea che accusa l'Italia di avere una normativa troppo restrittiva in materia di proprietà della farmacia. Nelle proprie conclusioni l'avvocato generale ha ricordato che la competenza nazionale in materia di sanità pubblica è sancita dall'articolo 152 del Trattato Europeo. Ogni Stato membro, quindi, "può decidere il livello al quale intende garantire la tutela della sanità pubblica e il modo in cui questo livello deve essere raggiunto". L'avvocato ha sottolineato, inoltre, come, riservando la proprietà e l'esercizio delle farmacie ai soli farmacisti, il legislatore italiano abbia voluto "garantire l'indipendenza delle farmacie, rendendone la struttura economica impermeabile alle influenze esterne provenienti, per esempio, dai produttori di medicinali o dai grossisti". Nei prossimi mesi è attesa la sentenza della Corte, che in genere non si discosta dalle conclusioni dell'avvocato generale.

 

 
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